lunedì 18 aprile 2011

"Quali nuove" in pillole

visto approvato - stop - durata nuovo visto 3 anni - stop - quando torno in Italia ancora non so - stop - ma nel frattempo potete venire voi - stop - trasferita a Chelsea a ottobre - stop - meditata la fuga in diversa sistemazione svariate volte - stop - è colpa del coinquilino - stop - non pulisce - stop - ed è depresso - stop - rischio di deprimermi anch'io - stop - ma la posizione è ottimale - stop - vado al lavoro a piedi - stop - il lavoro non c'è male - stop - nuovo capo giapponese staccanovista - stop - ancora non sa con chi ha a che fare - stop - feste musicali quasi tutti i weekend - stop - evviva la musica - stop - per fortuna c'è musica - stop - ciao - stop - Chiara - stop -

mercoledì 6 aprile 2011

Eppur si muove

Avete presente quando per un lungo periodo di tempo collezionate biglietti da visita e diligentemente li mettete in una scatola per prima o poi ordinarli in un apposito raccoglitore, magari seguendo l'ordine alfabetico? E avete presente quando questi biglietti si accumulano giorno dopo giorno, evento dopo evento, incontro dopo incontro? E avete presente quando la scatola in cui li avete riposti è talmente piena che grida "Pietà!!! Nessun altro biglietto riuscirà ad entrare! Fermati!"?
Ecco, la mia mente ora è precisamente nello stesso stato di quella scatola.
Ho collezionato pensieri, racconti, sensazioni in questi ultimi mesi che la metà basterebbe per scrivere un libro. Ma le forze erano poche, la disorganizzazione regnava sovrana, ma soprattutto il disorientamento la faceva da padrona.
Ora, non riuscirò a riassumere tutto quello che è compresso nella mia testolina, ma posso dirvi che sento che finalmente sto ordinando i biglietti da visita, finalmente sembra esserci una logica, finalmente riesco ad incanalare nuovamente i miei pensieri.
Ho nuove idee per questo blog e ce la metterò tutta perché si attuino.
Sono di nuovo tra voi, come prima, più di prima, e sempre più vi amerò.

Restate connessi dunque... verso l'infinito e oltre!
vostra clarissima

domenica 20 febbraio 2011

Ci siamo persi di vista

Rieccomi!
E' passato un po' di tempo dall'ultimo post e ne e' passata tanta di acqua sotto i ponti. Che è cambiato? Che c'è di nuovo?
Il lavoro, crediateci o no, è sempre quello. Alla fine ho resistito. Mi sono piegata sì, ma non mi sono rotta. Ho avuto periodi più o meno intensi, più o meno burrascosi, più o meno stressanti. Ma sono riuscita a rimanere in pista, e sto cercando di condurre questa gara al meglio delle mie forze e risorse. Vedremo!
Amore. Dunque, dunque... in realtà non vi ho mai parlato di amore nei miei post. Il motivo è molto semplice: non c'è amore umano nella mia vita al momento. O meglio, ho nuovi amici che mi "amano" e ci siete voi ad amarmi (e vi ringrazio per questo), ma oltre a ciò, nessun amore all'orizzonte... triste vero? A quanto pare in questa città sono tutti troppo indaffarati con la loro carriera e pare che di tempo per l'amore, quello vero, quello reciproco, quello disinteressato, ne rimanga poco. Io poi ci metto del mio e spreco tempo con persone che non meritano le mie attenzioni. Checcivolete fare, alle volte mi si annebbia la vista pure a me. Ma la cosa più comica è che mi sono iscritta ad un sito di "on-line dating" (appuntamenti on-line). Già, già, super triste, super deprimente e super "ma-che-sei-scema?". Della serie: non ci resta che piangere. Resoconto all'oggi: ho dovuto driblare le avances di un tale poiché dopo l'ultimo aggiornamento delle foto nel suo profilo (avvenuto dopo il primo scambio di mail), si è rivelato essere bruttino assai (il potere della fotografia non smetterà mai di stupirmi); la media di età di chi mi contatta è nettamente superiore alle mie aspettative - ma che stiamo a scherzà? mica lo voglio vecchio e decrepito! posso anche essere a digiuno da un po', ma onnivora proprio no! E che diamine!
Comunque, un uomo di sto passo non lo trovo, ma di sicuro mi faccio sane risate!

Au revoir mes amis, se vedemo
Chiaretta bella

(mi tocca farmeli da sola i complimenti, se no qui aspetta e spera!)

sabato 2 ottobre 2010

Nel bene e nel male

Vi scrivo in uno dei momenti più difficili di questa mia avventura, l'avventura della food designer.
Dopo ben 12 giorni di intenso lavoro consecutivo, con lunghe serate passate in uffico e lunghe trasferte in New Jersey, solo perchè ho prodotto un vassoio che non è piaciuto al Capo (proprietario della ditta), le mie doti di designer sono state messe in discussione e mi è stato chiesto di produrre una nuova fantasmagorica serie di vasssoi per lunedì... impresa questa del tutto eccezionale e quasi impossibile considerando che mi spetta comunque per prima cosa di portare a termine il mio lavoro (ovvero prendersi cura dei parties). Quindi se stavo amabilmente pregustando il week end, tutto resettato e cancellato... mi è toccato e mi tocca lavorare (ed è il secondo week end already!) pure il sabato e la domenica :(...
Sono a pezzi, sono arrabbiata, sono vendicativa, sono stanca morta... stasera ho visto un'amica che non vedevo da un po' e mi ha detto: "Chia', c'hai una faccia...!" E te lo dico! Lavoro come non mai, non dormo abbastanza, ho la schiena a pezzi... che posso farci? Ma la cosa che mi prova di più è che per un errore è stato cancellato tutto quello che di buono avevo fatto... ma vi rendete conto? Non sta nè in cielo nè in terra! E se fino ad ora mi ero fatto il mazzo, non è abbastanza e devo piegarmi in due e continuare a lsvorare come un mulo... mi stanno mettendo alla prova credo... mi stanno tirando come fossi una corda di violino... spero solo di non rompermi... i mie nervi sono già alla frutta!

vostra vorrei-essere-nata-pìù-menefreghista
Chiara

giovedì 2 settembre 2010

Dedica

Voglio condividere con voi le battute di un film che ho appena visto... perché in questo momento, di fronte alla pila di scatoloni in cui è raccolta la mia vita di quest'ultimo anno e mezzo, di fronte al dilemma "dove, come, quando, con chi cercare casa", e dopo un'intensa giornata di lavoro, c'è solo una cosa di cui avrei davvero bisogno...
"Dear baby,
I hope someday somebody wants to hold you for 20 minuts straight,
and that's all they do.
They don't pull away, they don't look at your face, they don't try to kiss you.
All they do is wrap you up in their arms and hold you tight without an ounce of selfishness to it."
(Caro figlio,
spero un giorno qualcuno di voglia abbracciare per 20 minuti consecutivi,
senza fare altro.
Non ti spinge via, non cerca di guardare il tuo volto, non cerca di baciarti.
Tutto quello che fa è di avvolgerti tra le sue braccia e stringerti forte senza un briciolo di egoismo)
da "Waitress"

bye, bye
Chiara

martedì 31 agosto 2010

Traslocare che stress!

Giuro che la prossima volta do' tutto ai poveri!
Lo spostamento ad Harlem è stato abbastanza faticoso e articolato e se penso che a breve dovrò rispostare tutto, mi vien male al cuore.
Da sola non ce la potevo fare - troppa roba! - quindi avevo chiesto al mio collega, Juan Carlos (Carlitos per gli amici), se mi dava una mano. Inizialmente il piano era che il trasloco l'avremmo fatto di domenica, il 29, ma poiché l'appartamento di Sami non era pronto fino a lunedì 30 avevamo rimandato al martedì, il 31. Avevo chiesto a Wilson (colui che al lavoro gestisce spedizioni, furgoni e quant'altro) se potevo prendere il prestito uno dei furgoni e Carlitos l'avrebbe guidato, da casa mia vecchia a quella nuova, poi da là fino al lavoro. Non che io non sappia guidare, ma New York non è proprio come Imola e non mi pareva il caso di battezzare la mia prima guida su suolo americano con un tipo di mezzo che non ho mai guidato. Tutto pareva organizzato, quando lunedì dopo pranzo chiedo a Carlitos come rimanevamo per il giorno dopo. Lui mi fa: "A ma io domani non posso, mi iniziano le lezioni questa settimana... proprio domani!" "COSA?!?!?!?!?!", quindi in due e due quattro ci siamo organizzati per il giorno stesso, da lì a poche ore... peccato io dovessi ancora finire di inscatolare tutta la roba! Ma non è tutto. Sembrava procedere tutto per il meglio, quando Carlitos mi fa "... mi sa che ci dobbiamo sbrigare perché l'ultimo autobus utile per tornare a casa ce l'ho alle 11 (di sera)" - erano le 21:30 e stavamo ancora caricando roba sul furgone, ed il piano prevedeva che lui guidasse fino ad Harlem, mi aiutasse a scaricare la roba, riportasse il furgone in ufficio e poi da lì andasse a prendere l'autobus - in altre parole una MISSION IMPOSSIBLE.
Com'è andata a finire? Che una volta ad Harlem è dovuto correre a prendere la metro, perché altrimenti rischiava di perdere l'autobus.
Quindi io mi sono scaricata tutta la roba da sola... avevo solo 28 scatole/oni, 3 valigie, 5 sporte, il sacco della roba sporca, 1 chitarra, 1 bici, 1 telaio del fouton dell'ikea, 1 computer. Roba da niente insomma. Ci ho messo la bellezza di un'ora e mezzo ed ero sudata come dopo un partita di calcio (io rinomata calciatrice che voi tutti conoscete e ammirate).
E ovviamente questa mattina ho riportato io il furgone al lavoro... ma questo non mi è dispiaciuto affatto, anzi, è stata una figata... ovviamente per evitare il traffico sono partita alle 7, l'alba per NY, mi sono fatta tutta la 5th avenue verso sud passando di fianco al Guggenheim, al Metropolitan, poi giù per la settima passando da Time Square, svolta a destra in Barrow Street e dopo pochi isolati ero arrivata. Che magia guidare un furgone per NY! Unico particolare quasi del tutto irrilevante, avevo parcheggiato in divieto di sosta... per fortuna Wilson è arrivato in tempo e lo ha spostato prima che passassero a lasciare un ticket. Eh sì, tutto è bene quel che finisce bene...

vostra se-mi-va-male-da-food designer-guiderò-furgoni Chiara

...da uptown con furore

Allora, e' ufficiale, ho traslocato! Eh si', dopo ben 1 anno (e vi giuro mi sembrava ieri) mi sono spostata dalla bellissima Lower East Side alla bruttissima Harlem... Ah ah ah ah ah ah! Scherzo! Nessuna delle due e' bella e nessuna delle due e' brutta. Diciamo che il LES (lower east side) mi piaceva molto, ma molto di più' e che Harlem mi piace molto, ma molto di meno... per intenderci il LES e' una delle zone in cui si esce di più' la sera (week end o no che sia), molto giovane, piena di locali, piena di gente artisticamente sui generis (quindi per me very very cool); harlem e' harlem, cosi' come la vedete nei film... molto colorata, sonoricamente e olfattivamente molto stimolante (e si va dagli olii super dolci venduti nei banchini per strada, all'odore della marijuana che qui sembra se la fumino al posto delle sigarette) ma anche un po' quartiere povero... Perché' mi sono spostata allora? E' semplice: casa mia era molto, ma molto piccola (era one bedroom apartement con il living room convertito in seconda camera da letto, ovvero spazio per spaparanzarsi sul divano a guardare la tv o avere gente a cena quasi del tutto inesistente). Per un anno mi e' andata di lusso perché' la mia coinquilina non c'era quasi mai (ha il moroso a pochi isolati e restava a dormire da lui 6 gg su 7), quindi era quasi come vivere da sola. Da settembre pero' lei si trasferiva definitivamente dal moroso, perciò' ho pensato che invece di adeguarmi ad una nuova coinquilina in quella piccolissima casa, era meglio trovarmi una sintemazione Più' consona, confortevole e comoda.
Peccato che questa volta non abbia giocato per niente d'astuzia! Ovvero ho avuto parenti in visita fino al 20 di agosto (e colgo l'occasione per salutarli :)) e quindi mi sono dedicata seriamente alla ricerca della casa solo dopo che se ne erano andati tutti... che equivale a dire che 10 gg non mi sono bastati per trovare una sistemazione decente. Perciò' non mi e' restato altro da fare che chiedere ospitalità' alla mia amica Samira che per l'appunto sta ad Harlem in una casa davvero grande e confortevole (AC, lavatrice, asciugatrice, cucina enorme, etc). E se volete sapere com'e' la casa vi e' sufficiente guardare le foto su fb di tutte le feste a cui di recente sono stata (tipo quella hawaiana). Sara' ed e' una soluzione temporanea, quindi rimanete sintonizzati per saper quale sarà' la prossima location.

vostra molto, ma molto Chiara